Discorso antiplebeo di Coriolano - Livio versione latino Alma Roma

Discorso antiplebeo di Coriolano versione latino Livio traduzione libro Alma Roma pagina 196 numero 180

M. Minucio et A. Sempronio consulibus, magna vis frumenti ex Sicilia advecta (est), agitatumque (est) in senatu quanti plebi daretur.

Sotto il consolato di Marco Minucio e di Aulo Sempronio ci fu una massiccia importazione di grano dalla Sicilia e il senato discusse il prezzo al quale avrebbe dovuto essere venduto alla plebe.

Molti pensavano fosse arrivato il tempo di dare un giro di vite alla plebe e di recuperare i diritti che essa aveva estorto ai senatori con le violenze della secessione. Uno dei più accesi, Marzio Coriolano, nemico della potestà tribunizia, disse: "Se vogliono il grano al prezzo di una volta, restituiscano ai senatori i loro antichi diritti.

È mai possibile che io debba vedere dei plebei magistrati e un Sicinio dotato di poteri, io che son passato sotto il giogo e sono stato riscattato da questa specie di delinquenti? Dovrò sopportare più a lungo del necessario delle infamie del genere?

Io che non avrei tollerato Tarquinio come re, dovrei sopportare un Sicinio? Ci vada lui ora in secessione e si porti la plebe con sé. La strada che porta al monte Sacro e agli altri colli è libera. Rubino pure il frumento dai nostri campi come due anni fa. Si godano la carestia frutto della loro follia. Non ho paura di affermare che, domati da questa piaga, andranno loro stessi a lavorare i campi.

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