Elogi e ricompense di Scipione ai soldati

Livio - Elogi e ricompense di Scipione ai soldati

Eo die Scipio, C. Laelio cum sociis navalibus urbem custodire iusso, ipse in castra legiones reduxit, fessosque milites omnibus uno die belli operibus, quippe qui et acie dimicassent et capienda urbe tantum laboris periculique adissent, et, capta cum iis qui in arcem confugerant iniquo etiam loco pugnassent, curare corpora iussit.

Scipione lo stesso giorno, dopo aver ordinato a C.

Lelio di custodire la città insieme agli alleati navali, riportò lui stesso nell'accampamento le legioni, e gli raccomandò che i soldati stanchi per tutte le attività belliche intraprese in uno solo giorno, si ritemprassero fisicamente, dato che essi avevano combattuto in campo aperto e per impadronirsi della città avevano affrontato tante fatiche e pericoli e, conquistatala si erano scontrati, e per di più in una posizione svantaggiosa, con quelli che avevano trovato rifugio nella rocca.

Il giorno seguente, convocati i soldati e gli alleati navali, dapprima rivolse lodi e ringraziamenti agli dei immortali, i quali non solo l'avevano reso in un sol giorno dominatore della città più potente di tutta la Spagna, ma in precedenza vi avevano ammucchiato le ricchezze di tutta l'Africa e della Spagna, tanto da non lasciare alcun bene ai nemici, e da averne in sovrappiù sia egli che suoi.

Poi elogiò vivamente il valore dei soldati che né la sortita dei nemici, né l'elevatezza delle mura, né il guado di uno stagno inesplorato, né la fortezza posta su un alto poggio, né la rocca munitissima aveva potuto scoraggiare dal valicare e all'irrompere daqppertutto.

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