Filippo V di Macedonia desiste da un assedio (Versione Livio)

Filippo V di Macedonia desiste da un assedio
Autore: Livio
Nuovo tradurre dal latino - vers 218 p. 146

Thaumacos eo tempore Philippus summa vi oppugnabat aggeribus vineisque et iam arietem muris admoturus erat.

Ceterum incepto absistere eum coegit subitus Aetolorum adventus, qui Archidamo duce inter custodias Macedonum moenia ingressi nec nocte nec die finem ullum erumpendi nunc in stationes, nunc in opera Macedonum faciebant. Et adiuvabat eos natura ipsa loci. Namque Thaumaci a Pylis sinuque Maliaco per Lamiam eunti loco alto siti sunt in ipsis faucibus, imminentes quam Coelen vocant Thessaliae; quae transeunti confragosa loca implicatasque flexibus vallium vias ubi ventum ad hanc urbem est, repente velut maris vasti sic universa panditur planities ut subiectos campos terminare oculis haud facile queas: ab eo miraculo Thaumaci appellati. Nec altitudine solum tuta urbs sed quod saxo undique absciso rupibus imposita est. Hae difficultates et quod haud satis dignum tanti laboris periculique pretium erat ut absisteret incepto Philippus effecerunt. Hiemps quoque iam instabat, cum inde abscessit et in Macedoniam in hiberna copias reduxit.


In quel periodo di tempo Filippo si era molto intensamente impegnato nell'espugnazione di Taumaco innalzando terrapieni, accostando vinee; già stava per mettere in azione gli arieti contro le mura; ma fu costretto a desistere dal tentativo da un improvviso arrivo di Etoli, i quali condotti da Archidamo, passando tra i corpi di guardia macedoni, erano penetrati in città e ininterrottamente, di giorno e di notte, attaccavano ora le truppe pra le attrezzature belliche nemiche: avvantaggiati in queste sortite dalla posizione. Taumaco infatti per coloro che provengono dalle Termopili e dal golfo Maliaco per la via di Lamia, si presenta su un'altura che domina le gole di accesso della Tessaglia detta Cele.

Chi, dopo aver attraverasato regioni silvestri per vie rese tortuose dalle insenature delle vallate, giunge a questa città, vede, inaspettata, un'immensa pianura che si stende a guisa di vasto mare, tanto che l'occhio non può giungere fino al limite di quelle sottostanti campagne. E da tale prodigio Taumaco trae il suo nome. Né soltanto dalla sua posizione elevata la città è resa sicura, ma anche dal fatto che essa si erge su una roccia frastagliata tutto all'intorno da dirupi. Per codeste difficoltà naturali e perché la presa della città non meritava tante pericolose fatiche, Filippo fu indotto a rinunciare al tentativo. Per di più quando egli se ne partì l'inverno era vicino; riportò l'esercito in Macedonia, nei quartieri invernali.

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