Giochi gladiatori con combattenti d’eccezione (Versione latino Livio)

Latina lectio pag 364 n 303

Inizio: Scipio Carthaginem, ad vota solvenda deis, munusque gladiatorum, quod mortis causa patris...
Fine: Maior usu armorum et astu facile stolidas vires minoris superavit.

Scipione ritornò a Cartagine per sciogliere i voti agli dei e per allestire uno spettacolo di gladiatori che aveva stabilito di fare per la morte del padre e dello zio paterno. Lo spettacolo di gladiatori non fu di quel genere di uomini dal quale i maestri dei gladiatori sono soliti rifornirsi l’attività dei combattenti fu tutta volontaria e gratuita.

Infatti alcuni furono mandati comandanti della regione per dar prova di valore, altri affermarono che avrebbero combattuto per ingraziarsi il comandante, la rivalità portò altri alla gara per sfidare o sfidati per non arrendersi. E non uomini di basso rango, ma famosi e illustri, tra i quali Carbo e Orsua, cugini da parte del padre, che si contendevano la supremazia della loro città, dichiararono che avrebbero combattuto con la spada.

Carbo era di età maggiore. Il maggiore impetuoso per il vigore, il minore per la giovane età, preferendo la morte nella lotta piuttosto che l’uno esser sottomesso al potere dell’altro, offrirono all’esercito uno spettacolo straordinario e una prova di quanto grande male fosse tra i mortali la bramosia del potere. Il maggiore superò facilmente nell’uso delle armi e in astuzia le mediocri forze del minore.

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