Il console Emilio Paolo muore a Canne (versione Littera Litterae)

Il console Emilio Paolo muore a Canne
Autore: Livio
Littera ae sc / Lexis n. 4 pag. 363

Cn. Lentulus tribunus militum, cum praetervehens equo sedentem in saxo cruore oppletum consulem vidisset, "L.

Aemili" inquit, "quem unum insontem culpae cladis hodiernae dei respicere debent, cape hunc equum, dum et tibi virium aliquid superest et comes ego te tollere possum ac protegere. Ne funestam hanc pugnam morte consulis feceris: etiam sine hoc lacrimarum satis luctusque est. " Ad ea consul: "Tu quidem, Cn. Corneli, macte virtute esto; sed cave, frustra miserando, exiguum tempus e manibus hostium evadendi absumas. Abi, nuntia publice patribus urbem Romanam muniant ac priusquam victor hostis adveniat praesidiis firment; privatim Q. Fabio L. Aemilium praeceptorum eius memorem et vixisse adhuc et mori. Patere me in hac strage militum meorum exspirare, ne aut reus iterum e consulatu sim aut accusator collegae exsistam ut alieno crimine innocentiam meam protegam. " Haec eos agentes prius turba fugientium civium, deinde hostes oppressere;

consulem, ignorantes quis esset, obruere telis, Lentulum in tumultu abripuit equus.
Il tribuno militare Gneo Lentulo, passando a cavallo, e) avendo visto il console seduto su un masso, ricoperto di sangue, disse: "Lucio Emilio, l'unico che gli dèi devono ritenere innocente della colpa della disfatta di oggi, prendi questo cavallo, finché ti restano un poco di forze e io posso, in qualità di compagno, sostenerti e proteggerti. Non far diventare questa battaglia funesta con la morte di un console: vi sono già anche senza questo abbastanza lacrime e lutti. A quelle il console: " Gneo Cornelio, davveri onore a te per il valore;

ma non sperperare, commiserando inutilmente, il pochissimo tempo per fuggire dalle mani dei nemici. Vai, annuncia pubblicamente ai senatori che fortifichino la città di Roma, e, prima che il nemico diventi vincitore rafforzino (la città) con presidii; in privato, (devi dire) a Quinto Fabio che Lucio Emilio è vissuto fino ad ora, e muore, memore dei suoi insegnamenti. Lascia che io muoia in questa strage dei miei soldati, per evitare che o sia nuovamente accusato una volta scaduto il consolato, o diventi accusatore del collega per proteggere la mia innocenza incolpando un altro. " Mentre essi così dicevano, furono travolti prima dalla folla dei concittadini in fuga, poi dai nemici; (che) seppellirono di dardi il console, non sapendo chi fosse, (e) Lentulo, nella confusione, fu trascinato via dal cavallo.

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