Il console M. Attilio arresta la fuga dei suo (Versione latino Livio)i

Il console M. Attilio arresta la fuga dei suoi
Autore: Livio
Lingua lat. es. 1 n. 1 pag. 449

Iam exiguum inter duas acies erat spatium, et stabant exspectantes, dum ab hostibus prius impetus, prius clamor inciperet.

Neutris animus est ad pugnandum, diuersique integri atque intacti abissent, ni cedenti instaturum alterum timuissent. Sua sponte inter inuitos tergiuersantesque segnis pugna clamore incerto atque impari coepit; nec uestigio quisquam mouebatur. Tum consul Romanus, ut rem excitaret, equitum paucas turmas extra ordinem immisit; quorum cum plerique delapsi ex equis essent, et alii turbati et a Samnitium acie ad opprimendos eos qui ceciderant et ad suos tuendos ab Romanis procursum est. Inde paulum inritata pugna est; sed aliquanto et impigre magis et plures procurrerant Samnites et turbatus eques sua ipse subsidia territis equis proculcauit. Hinc fuga coepta totam auertit aciem Romanam; iamque in terga fugientium Samnites pugnabant, cum consul equo praeuectus ad portam castrorum ac statione equitum ibi opposita edictoque ut quicumque ad uallum tenderet, siue ille Romanus siue Samnis esset, pro hoste haberent, haec ipse minitans obstitit profuse tendentibus suis in castra. "quo pergis" inquit, "miles? et hic arma et uiros inuenies nec uiuo consule tuo nisi uictor castra intrabis; proinde elige cum ciue an hoste pugnare malis.

"
Lo spazio tra i due eserciti era ormai molto ridotto, ed entrambi erano fermi nell'attesa che i nemici levassero il grido di battaglia e si lanciassero all'assalto. Ma da una parte e dall'altra non c'era alcuna inclinazione allo scontro, e si sarebbero allontanati in direzioni opposte intatti e illesi, se solo non avessero temuto che il nemico si avventasse su quanti si stavano ritirando. Fra quei soldati poco ispirati e incerti la battaglia iniziò meccanicamente e in sordina, con un grido né unanime né convinto, e con nessuno che si muovesse dal proprio posto. Allora il console romano, per suscitare le energie, spedì fuori dalle file alcuni squadroni di cavalleria. Ma poiché buona parte di essi vennero sbalzati da cavallo e altri gettati nello scompiglio, dallo schieramento sannita ci fu chi accorse per finire i cavalieri caduti, e dalla parte romana intervennero in aiuto dei compagni.

La battaglia prese allora vigore. Ma i Sanniti erano accorsi più numerosi e con maggiore determinazione, e i cavalieri romani trascinati dai cavalli imbizzarriti calpestavano quegli stessi compagni arrivati in loro soccorso. Da quel momento cominciò la fuga, che coinvolse l'intero schieramento romano. E i Sanniti stavano già attaccando alle spalle i fuggitivi, quando il console andò a cavallo di fronte alla porta dell'accampamento, vi lasciò una guarnigione di cavalieri cui diede il cómpito di trattare da nemici chiunque - romano o sannita - si fosse avvicinato alla trincea, e quindi andò anch'egli a sbarrare la strada ai suoi uomini che stavano cercando di raggiungere disordinatamente l'accampamento, rivolgendo loro parole minacciose: «Dove andate, soldati? Anche lì vi troverete di fronte armi e uomini, e finché il vostro console sarà vivo, non entrerete nell'accampamento se non da vincitori: scegliete se preferite scontrarvi con dei concittadini o con dei nemici».

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