La città di Argo (versione di livio)

La città di Argo
Autore: Livio

Rex Philippus, cum videret sibi acie cum Romanis decernendum esse, de Achaiae urbibus et magis de Argis quam de Corintho sollicitus, arbitratus est optimum esse eam urbem Nabidi, Lacedaemoniorum tyranno, velut fiduciarum dare (velut fiduciariam=come in deposito).

il re Filippo, vedendo che doveva combattere con i romani in una battaglia aperta, preoccupato per le città dell’Acaia, e più per Argo che per Corinto, decise che era una ottima cosa dare la propria città a Nabide, tiranno spartano, come in deposito.

Prima il tiranno rispose agli ambasciatori del re che non avrebbe accettato quella carica se non fosse stato chiamato in aiuto della città dagli Argivi stessi. poi, appena venne a sapere che gli Argivi in frequenti assemblee, non soltanto avevano rifiutato il nome del tiranno, ma lo detestavano anche, credette di aver raggiunto il pretesto per impadronirsi della città.

durante la notte il tiranno venne accolto da alcuni traditori; all'alba ogni luogo più elevato era occupato e le porte furono chiuse. pochi tra i capi scapparono nel primo tumulto;

ai restanti, che erano rimasti nella città, furono richieste grandi quantità di denaro. Quelli obbedirono non lentamente e furono congedati senza oltraggio; il tiranno sospettò che quelli lo nascondessero e lo trattenessero per sè, quindi furono lacerati e torturati alla stregua di schiavi (in servilem modum). cosi Nabide, impadronitosi della città degli Argivi, mandò gli ambasciatori al comandante romano, i quali annunciarono che Argo era in suo potere.

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