La congiura di Geronimo (Versione Latino Livio)

La congiura di Geronimo
Autore: Livio
Lingua e civiltà

Coniuratio in tyranni caput facta indicatur per Callonem quendam, aequalem Hieronymi et iam inde a puero in omnia familiaria iura adsuetum.

index unum ex coniuratis Theodotum, a quo ipse appellatus erat, nominare potuit. qui comprensus extemplo traditusque Adranodoro torquendus, de se ipse haud cunctanter fassus conscios celabat; postremo cum omnibus intolerandis patientiae humanae cruciatibus laceraretur, victum malis se simulans avertit ab consciis in insontes indicium, Thrasonem esse auctorem consilii mentitus, nec nisi tam potenti duce confisos rem tantam ausuros ab latere tyranni quorum capita vilissima fingenti inter dolores gemitusque occurrere. maxime animo tyranni credibile indicium Thraso nominatus fecit; itaque extemplo traditur ad supplicium adiectique poenae ceteri iuxta insontes. consciorum nemo, cum diu socius consilii torqueretur, aut latuit aut fugit; tantum illis in virtute ac fide Theodoti fiduciae fuit tantumque ipsi Theodoto virium ad arcana occultanda
Un certo Calone, coetaneo di geronimo e già fin dall'infanzia abituato a tutti i diritti dell'intimità, rivlò al re che si ordiva una congiura contro la sua vita.

Il delatore potè fare il nome di uno dei congiurati, Teodoto, dal quale egli stesso era stato informato. Costui, subito arrestato e consegnato ad Adranodoro per essere torturato, confessò senza indugio ciò che lo riguardava, ma teneva nascosti i complici. Alla fine straziato da tutti i tormenti intollerabili per l'umana sopportazione, fingendo di cedere alle torture, distolse il sospetto dai complici su degli innocenti, mentendo su Trasone come autore del piano, dicendo che non avrebbero osato una così impegnativa impresa se non avessero confidato in un capo tanto potente.

Aggiunse complici che stavano a fianco del tiranno, i cui nomi di poco conto gli vennero in mente pensandoci fra i dolori ed i lamenti. Il nome di Trasone rese al tiranno maggiormente credibile la delazione. Pertanto fu subito trascinato al supplizio, al quale furono aggiunti gli altri parimenti innocenti. Nessuno dei congiurati o si nascose o fuggì, per quanto a lungo il complice della congiura fosse torturato. Così grande fu la loro fiducia nel coraggio e nella lealtà di Teodoto e così grande fu la sua forza nel nascondere il segreto.

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