La plebe ottiene che si proponga una legge ad essa favorevole - Versione Livio Certamen

La plebe ottiene che si proponga una legge ad essa favorevole- Livio

Versione dal libro Certamen pag XX n°2;
Cum in contionem et consules processissent et res a perpetuis orationibus in altercationem vertisset, interroganti tribuno cur plebeium consulem fieri non oporteret, ut fortasse vere, sic parum utiliter in praesens Curtius respondit, quod nemo plebeius auspicia haberet, ideoque decemuiros conubium diremisse ne incerta prole auspicia turbarentur.

Plebes ad id maxime indignatione exarsit, quod auspicari, tamquam inuisi dis immortalibus, negarentur posse; nec ante finis contentionum fuit, cum et tribunum acerrimum auctorem plebes nacta esset et ipsa cum eo pertinacia certaret, quam victi tandem patres ut de conubio ferretur concessere, ita maxime rati contentionem de plebeiis consulibus tribunos aut totam deposituros aut post bellum dilaturos esse, contentamque interim conubio plebem paratam dilectui fore.


traduzione
Anche i consoli si erano presentati a parlare in assemblea e qui, dopo interminabili interventi, il dibattito si trasformò in un alterco. Al tribuno che chiedeva perché mai un plebeo non dovesse diventare console, Curiazio - forse giustamente, ma poco opportunamente date le circostanze -, rispose che nessun plebeo aveva il diritto di prendere gli auspici e che per questo i decemviri avevano vietato i matrimoni misti, perché gli auspici non fossero turbati in caso di discendenza incerta.

Di fronte a queste parole, presa da grande indignazione, la plebe s'infiammò, perché le si negava la possibilità di trarre gli auspici, come se fosse in odio agli dèi immortali. Siccome la plebe, che aveva trovato nel tribuno un difensore accanito della causa comune, gareggiava con lui in ostinazione, lo scontro si concluse solo quando i patrizi cedettero, accettando finalmente una proposta di legge sul diritto di matrimonio; essi erano pienamente convinti che in tal modo i tribuni avrebbero abbandonato definitivamente la questione dei consoli plebei o almeno l'avrebbero rimandata alla fine della guerra, e che la plebe, soddisfatta per il diritto di matrimonio, sarebbe stata disposta ad arruolarsi

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