La seconda guerra punica: la presa di Sagunto

Ad haec audienda cum circumfusa paulatim multitudine permixtum senatui esset populi concilium, repente primores secessione facta priusquam responsum daretur argentum aurumque omne ex publico privatoque in forum conlatum in ignem ad id raptim factum conicientes eodem plerique semet ipsi praecipitaverunt.

Per ascoltare tutto ciò, al Senato si era venuto aggiungendo, in folla via via addentratasi d'ogni parte, il concilio popolare;

ed ecco i più eminenti cittadini lasciar l'assemblea prima che fosse data risposta, gettare nelle fiamme a tal fine prontamente accese tutti gli ori e gli argenti pubblici e privati raccolti nel foro, e quasi tutti precipitarsi in esse. Sgomento e trepidazione percossero allora per ciò tutta la città; ma un altro clamore si udì giungere alla rocca.

Era crollata una torre, sotto l'insistere dei colpi, e attraverso le macerie di essa un reparto cartaginese aveva fatto irruzione, dando così segno al duce che la città era ormai rimasta priva dei consueti presidi e posti di guardia nemici; onde Annibale, pensando che l'occasione propizia non soffrisse indugi, assaltò con tutte le forze la città e in un attimo l'ebbe in suo potere, dopo aver dato l'ordine che si passassero per le armi tutti gli adulti.

L'ordine era crudele ma pure fu dimostrato necessario da ciò che accadde po; a chi infatti si sarebbe potuta lasciar la vita, se quelli, o chiusi con le donne e coi figli avevano incendiate sopra di sé le loro case, o con le armi in pugno cessarono dal combattere soltanto quando caddero morti?

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