Le matrone romane accolgono la statua della Magna Mater (Versione Latino Livio)

Le matrone romane accolgono la stuatua della Magna Mate
Autore: Livio
Numera n. 33 pg. 66

P. Cornelius Scipio cum omnibus matronis Ostiam obviam ire deae iussus est, et eam de nave accipereet in terram elatam tradere matronis.

Postquam navis ad ostium amnis tiberini accessit, sicut erat iussus, in salumin nave evectus ab sacerdotibus deam accepit extulitque in terram. Matronae primores civitatis accepere. Eae, omni obviam effusa civitate, turibulis ante ianuas posis, atque accenso ture, precantes in aedem Victoriae, quae est in Palatio, pertulere deam pridie. Idus Apriles, isque dies festus fuit. Populus frequens dona deae in Palatium tulit, lectisterniumque et ludi fuere, Megalensia appellata.


A Publio Cornelio Scipione fu comandato di andare con tutte le matrone incontro alla dea a Ostia, di prenderla dalla nave e, sbarcata a terra a darla alle matrone. Dopo che la nave si avvicinò alla foce del fiume Tevere, come gli era stato ordinato, spintosi in alto mare, ricevette la dea dai sacerdoti e la portò sulla terraferma Le matrone più nobili della città la accolsero, Quelle, mentre tutta la città si precipitava disordinatamente incontro, posti i turiboli davanti alle porte e acceso l'incenso, pregando nel tempio di Vittoria, che si trova sul colle Palatino, portarono la dea il giorno prima delle Idi di Aprile e quel giorno fu di festa.

Il popolo, numeroso, portò doni alla dea sul Palatino e ci fu un banchetto e giochi, fu chiamato il giorno Magalensia chiamati feste megalesi.

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