L'umiliazione delle forche caudine - Versione latino di Livio

L'umiliazione delle forche caudine Versione latino Livio

Testo latino Primi consules prope seminudi sub iugum missi, tum ut quisque gradu proximus erat, ita ignominiae obiectus;

Traduzione I consoli vengono lasciati andare i primi quasi seminudi sotto il giogo, poi i centurioni poi successivamente ad una ad una le legioni.

I nemici stavano intorno armati, biasimando e beffando. Alcuni soldati talvolta venivano feriti o uccisi, se il loro sguardo accigliato per l’ingiuria ricevuta aveva offeso il vincitore. Così, trascinati sotto il giogo davanti agli occhi dei Sanniti, i Romani furono rilasciati.

Perciò, sebbene potevano giungere prima della notte a Capua, incerti dell’affidabilità della città e poiché la vergogna impacciava, lungo la strada non lontano dalla città si stesero a terra. Quando a Capua arrivò la notizia del vergognoso episodio, l'arroganza congenita dei Campani venne meno di fronte alla naturale compassione nei confronti degli alleati.

Inviarono immediatamente ai consoli le insegne della loro carica; ai soldati offrirono invece armi, cavalli, vestiti e cibo, e al loro arrivo si fecero loro incontro tutto il senato e il popolo, adempiendo così a ogni tipo di obbligo formale in materia di ospitalità pubblica e privata.

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