Nuovi arruolamenti dopo la battaglia di Canne (versione di Livio)

Nuovi arruolamenti dopo la battaglia di Canne
Autore: Livio
Nove n. 15 pag. 39

Post clade Cannensi consules de bello gerendo et quantum copiarum et ubi quaeque essent ad senatum rettulerent.

Dopo la battaglia di Canne i consoli riferirono al senato riguardo alla guerra e di quante e dove fossero le truppe.

Sembrò opportuno che la guerra fosse fatta con 18 legioni: sembrò giusto che i consoli prendessero con sé due legioni e che due occupassero la Gallia e la Sicilia e la Sardegna; (sembrò giusto) che Q. Fabio, il pretore di Puglia, fosse a capo di due (legioni); e che T. Gracco fosse a capo di due (legioni) di volontari presso Luceria.

Sembrò utile che una fosse lasciata con il proconsole C. Terenzio a Piceno e che una fosse lasciata presso la flotta vicino Brindisi con M. Valerio e che due fossero come difesa della città. A questo punto affinché fosse raggiunto il numero di legioni, dovevano essere arruolate sei nuove legioni.

Anche in un primo momento ai consoli fu ordinato di arruolarle e di preparare la flotta, affinché con le navi, che stavano in sosta davanti alle coste della Calabria, entro quell'anno fosse raggiunto il numero di 150 navi da guerra. Completato l'arruolamento, e condotte cento navi nuove, Q. Fabio tenne i comizi: furono istituiti consoli M. Attilio Regolo e P. Furio Filo

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