Onore ai caduti (versione di latino di Livio)

Onore ai caduti
Autore: Livio
Templum latinitatis n. 211 pag. 251

Philippus aliquid et ad caritatem suorum et ut promptius pro eo periculum adirent ratus profecturum se, si equitum qui ceciderant in expeditione sepeliendorum curam habuisset, adferri eos in castra iussit, ut conspiceretur ab omnibus funeris honos.

nihil tam incertum nec tam inaestimabile est quam animi multitudinis. quod promptiores ad subeundam omnem dimicationem uidebatur facturum, id metum pigritiamque incussit; nam qui hastis sagittisque et rara lanceis facta uolnera uidissent, cum Graecis Illyriisque pugnare adsueti, postquam gladio Hispaniensi detruncata corpora bracchiis cum humero abscisis aut tota ceruice desecta diuisa a corpore capita patentiaque uiscera et foeditatem aliam uolnerum uiderunt, aduersus quae tela quosque uiros pugnandum foret pauidi uolgo cernebant.

ipsum quoque regem terror cepit nondum iusto proelio cum Romanis congressum.
Filippo, convinto di ottenere maggior devozione dai suoi uomini (ed essi avrebbero dunque affrontato con maggior coraggio il pericolo) se si fosse preso la briga di seppellire i cavalieri caduti durante la missione, ordinò di portarne i corpi negli accampamenti perché tutti potessero ammirare le onoranze funebri. Nulla è tanto indecifrabile e imprevedibile come le reazioni della massa.
Proprio ciò che sembrava dover rendere i soldati più pronti ad affrontare ogni combattimento generò in loro paura e apatia.

Infatti i soldati che avevano visto le ferite provocate dalle aste e dalle frecce, abituati a combattere con i Greci e gli miri, quando ebbero a vedere i cadaveri che, mutilati dalla spada ispanica, avevano le braccia troncate assieme alle spalle oppure le teste strappate dal busto col collo reciso di netto, con le viscere sparse fuori del corpo e con altre orribili ferite, un pò tutti si spaventarono nel vedersi quasi davanti le armi e gli uomini con cui avrebbero dovuto combattere. Il terrore si impossessò perfino del re che ancora non aveva affrontato i Romani in battaglia regolare.

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