Reazioni dei Romani all'azione di Annibale (Versione Latino Livio)

Reazioni dei Romani all'azione di Annibale
Autore: Livio
C. so Lingua Lat. n. 7 p. 103

In hoc tumultu Fulvius Flaccus, porta Capena cum exercitu Romam ingressus, media urbe per Carinas Esquilias contendit;

inde igressus inter Esquilinam Collinamque portam posuit castra. Aediles plebis commeatum eo conportarunt; consules senatusque in castra venerunt. Ibi de summa re publica consultatum. Placuit consules circa portas Collinam Esquilinamque ponere castra, C. Calpurnium praetorem urbanum Capitolio atque arci praeesse et senatum frequentem in foro contineri, si quid in tam subitis rebus consulto opus esset. Inter haec Hannibal ad Anienem fluvium tria milia passuum ab urbe castra admovit. Ibi stativis positis ipse cum duobus milibus equitum ad portam Collinam usque ad Herculis templum est progressus atque, unde proxime poterat, moenia situmque urbis obequitans contemplabatur. Id eum tam licenter atque otiose facere, Flacco indignum visum est; itaque immisit equites summoverique atque in castra redigi hostium equitatum iussit
In quel clima di confusione, Fulvio FIacco, entrato per la porta Capena in città, la attraversò tutta, passando per le Carine Esquilie;

poi, uscito, si accampò tra la porta Esquilina e la porta Collina. Gli edili plebei gli portarono lì i viveri e anche i consoli e il senato si recarono negli accampamenti. Si discusse sulle più urgenti questioni di stato. Fu deciso che i consoli ponessero il loro accampamento intorno alla porta Collina e alla porta Esquilina, che al pretore urbano Gaio Calpurnio fossero affidati il Campidoglio e la rocca, che i senatori SI trattenessero numerosi nel Foro nel caso ci fosse bisogno, in una situazione in così rapido mutamento, di consultarli su qualcosa.

Nel frattempo Annibale spostò il campo presso il fiume Aniene a tre miglia dalla città. Lì eresse accampamenti stabili e poi si fece avanti di persona con duemila cavalieri nei pressi di porta Collina fino al tempio di Ercole: scorrazzando a cavallo e facendosi sotto quanto più era possibile, andava valutando attentamente le mura e la conformazione della città. Queste osservazioni, che Annibale andava facendo sfacciatamente e in tutta calma, sembrarono una cosa indegna a FIacco, il quale fece avventare i suoi cavalieri contro i cavalieri nemici, ordinando di cacciarli via e di farli tornare nei loro accampamenti

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