Tarquinio il Superbo chiede aiuto agli Etruschi (Versione Latino Livio)

Bellum aperte moliendum ratus circumire supplex Etruriae urbes; orare maxime Veientes Tarquiniensesque, ne ex se ortum, eiusdem sanguinis, extorrem, egentem ex tanto modo regno cum liberis adulescentibus ante oculos suos perire sinerent: alios peregre in regnum Romam accitos: se regem, augentem bello Romanum imperium, a proximis scelerata coniuratione pulsum.

Eos inter se, quia nemo unus satis dignus regno uisus sit, partes regni rapuisse; bona sua diripienda populo dedisse, ne quis expers sceleris esset. Patriam se regnumque suum repetere et persequi ingratos ciues uelle.

Ferrent opem, adiuuarent; suas quoque ueteres iniurias ultum irent, totiens caesas legiones, agrum ademptum. Haec mouerunt Veientes, ac pro se quisque Romano saltem duce ignominias demendas belloque amissa repetenda minaciter fremunt. Tarquinienses nomen ac cognatio mouet: pulchrum uidebatur suos Romae regnare

Vedendo che la strada del piano doloso era completamente sbarrata, allora decise di ricorrere alla guerra aperta e cominciò ad andare in giro a supplicare le città etrusche dei dintorni, in particolar modo Tarquinia e Veio. Ricordava loro che era un etrusco anche lui con lo stesso sangue nelle vene, e li implorava che non lasciassero morire di fronte ai loro occhi i suoi figli e lui stesso, ora povero ma un tempo arrivato al massimo della potenza. Altri erano stati chiamati a regnare a Roma: lui, invece, quando era già sul trono e aveva ingrandito l'impero con le sue conquiste, era stato cacciato a séguito di un infame complotto ordito dai suoi parenti. Questi ultimi poi, vedendo che in città non c'era uno solo degno di diventare re, avevano messo le mani sul potere spartendoselo tra di loro e, perché nessuno rimanesse estraneo alla razzia, avevano consegnato i suoi beni in mano alla plebe che ne facesse scempio. Il suo unico desiderio era riprendersi terra e scettro e punire l'ingratitudine dei suoi sudditi. Quindi che lo aiutassero e lo assistessero. A loro volta si sarebbero vendicati degli affronti di un tempo, delle tante disfatte patite in battaglia e di tutta la terra perduta. Questi argomenti toccarono i Veienti e ciascuno per parte sua gridava in tono minaccioso che almeno agli ordini di un romano bisognava vendicare le umiliazioni subite e riprendersi quel che si era perso in guerra. A Tarquinia, invece, fanno presa il nome e la parentela: li attirava l'idea che a Roma regnasse uno dei loro.

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