Maturità 1948: Arte e provvidenza nelle opere della natura

Zeno igitur naturam ita definit, ut eam dicat ignem esse artificiosum, ad gignendum progredientem via. Censet enim artis maxume proprium esse creare et gignere; quodque in operibus nostrarum artium manus efficiat, id multo artificiosius naturam efficere, id est, ut dixi, ignem artificiosum, magistrum artium reliquarum.

Atque hac quidem ratione omnis natura artificiosa est, quod habet quasi viam quandam et sectam, quam sequatur. Ipsius vero mundi, qui omnia conplexu suo coercet et continet, natura non artificiosa solum, sed plane artifex ab eodem Zenone dicitur, consultrix et provida utilitatum oportunitatumque omnium.

Atque ut ceterae naturae suis seminibus quaeque gignuntur, augescunt, continentur, sic natura mundi omnis motus habet voluntarios conatusque et adpetitiones, quas hormas Graeci vocant, et his consentaneas actiones sic adhibet, ut nosmet ipsi, qui animis movemur et sensibus.

Talis igitur mens mundi cum sit ob eamque causam vel prudentia vel providentia appellari recte possit (Graece enim pronoia dicitur), haec potissimum providet et in his maxime est occupata, primum ut mundus quam aptissimus sit ad permanendum, deinde ut nulla re egeat, maxume autem ut in eo eximia pulchritudo sit atque omnis ornatus.

Zenone dunque definisce la natura così, da asserire che essa sia come un fuoco artificioso, per generare progredendo nel percorso.

Ritiene infatti che il creare ed il generare sia proprio massimamente dell'arte; e qualsiasi cosa realizzi in opere la mano delle nostre arti, la natura realizza ciò molto più artificiosamente, cioè, come ho detto, un fuoco artificioso, maestro delle restanti arti. Ed in effetti in base a questa metodologia tutta la natura è artificiosa, perché ha per così dire una certa via ed un sentiero, da seguire. In verità è stato detto dallo stesso Zenone che non solo la natura dello stesso mondo, per contenere e racchiudere con il suo abbraccio tutte le cose, è artificiosa, ma pienamente artefice, consolatrice che provvede a tutti i bisogni e alle opportunità.

E come le restanti cose della natura ciascuna sono generati dai loro semi, crescono, sono contenuti, così tutta la natura del mondo ha movimenti volontari sforzi e desideri, che i Greci chiamano hormae, e applica le azioni conformi ad esse così, come proprio noi stessi, che siamo mossi dagli animi e dai sensi. Dunque la mente del mondo essendo tale e per questa ragione potendo essere chiamata correttamente o prudenza o provvidenza (in greco si dice infatti pronoia), questa provvedete moltissimo e in esse è massimamente occupata, prima di tutto affinché il mondo sia quanto più adatto a permanere, poi affinché non manchi alcuna cosa, in verità soprattutto affinché in esso ci sia un'eccezionale bellezza ed ogni ornamento.
(By Maria D.)

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