Maturità 1980 - Qui vult esse beatus, colit virtutes, vitia fugit versione greco Platone

Qui vult esse beatus, colit virtutes, vitia fugit
versione greco Platone
Versione maturità Classica del 1980


C'è molta necessità che il saggio, essendo giusto, valoroso e pio, sia un uomo completamente buono, e in quanto buono faccia bene e giustamente ciò che dovrebbe fare, che chi agisce bene sia beato e felice, mentre il malvagio e chi agisce male sia infelice;

questo sarebbe chi si comporta in modo contrario al saggio, l’intemperante. Io ritengo ciò in questo modo e dico che queste cose sono vere: se sono vere, chi vuole essere felice, come sembra, deve inseguire e praticare la saggezza, deve sfuggire l’intemperanza come ciascuno di noi può con i piedi, e deve essere pronto soprattutto a non avere alcun bisogno di essere punito, qualora ne abbia bisogno egli stesso o un altro familiare, un singolo individuo o la città, deve essere inflitto con una pena e deve essere punito, se ha intenzione di essere felice.

Questo mi sembra che sia il fine, verso cui guardando bisogna vivere, tendendo a esso tutte le azioni proprie e della città, affinché la giustizia e la saggezza siano presenti a chi ha intenzione di essere felice, così agire, non lasciando che i desideri siano dissoluti, non cercando di soddisfarli, essendo un male interminabile, vivendo una vita da ladro

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