Cesare fra i pirati della Cilicia - Plutarco versione greco

CESARE FRA I PIRATI DELLA CILICIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE

Cesare giunto al largo dell'isola di Farmacussa fu catturato dai pirati, che già allora dominavano il mare con vaste scorrerie e un numero sterminato di imbarcazioni.

Dopodiché spedì alcuni del suo seguito in varie città a procurarsi il denaro e rimasto lì con un amico e due servi in mezzo a quei Cilici, ch'erano gli uomini più sanguinari del mondo, li trattò con tale disprezzo che quando voleva riposare gli ordinava di fare silenzio. Passò così trentotto giorni come se fosse circondato non da carcerieri ma da guardie del corpo, giocando e facendo ginnastica insieme con loro, scrivendo versi e discorsi che poi gli faceva ascoltare, e se non lo applaudivano li redarguiva aspramente chiamandoli barbari e ignoranti.

Spesso, scherzando e ridendo, minacciava d'impiccarli, e quelli, attribuendo la sua sfrontatezza all'incoscienza tipica dell'età giovanile, a loro volta gli ridevano dietro.

Ma appena giunse da Mileto il denaro del riscatto e pagata la somma fu rilasciato, allestì subito delle navi e dal porto di quella stessa città salpò alla caccia dei pirati. Li sorprese che stavano alla fonda nelle vicinanze dell'isola, li catturò quasi tutti, saccheggiò i frutti delle loro razzie

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