Il re Antioco parlando con dei poveri campagnoli scopre i suoi errori - Versione greco Plutarco Verso Itaca 2

Il re Antioco, parlando con dei poveri campagnoli scopre i suoi errori VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Verso Itaca 2

Αντίοχος ο στρατεύσας δεύτερον επί Πάρθους, εν τινι κυνηγεσίω και διωγμω των φίλων και θεραπόντων αποπλανηθείς, εις έπαυλιν πενήτων ανθρώπων αγνοούμενος εισήλθε και παρά το δειπνον εμβαλών λόγον περί του βασιλέως ήκουσεν, ότι ταλλα χρηστός εστιν, φίλοις δε μοχθηροις επιτρέπων τά πλειστα παρορα και πολλάκις αμελει των αναγκαίων διά το λίαν φιλόθηρος είναι.

Τότε μέν ουν εσιώπησεν άμα δε ημέρα των δορυφόρων παραγενομένων επί την έπαυλιν φανερός γενόμενος, προσφερομένης της πορφύρας αυτω και του διαδήματος, "αλλ΄αφ ης", είπεν, "ημέρας υμας ανείληφα, πρωτον εχθές αληθινων λόγων ήκουσα περί εμαυτου".

Antioco, che aveva condotto una spedizione militare contro i Parti, dopo aver lasciato gli amici e servitori in una caccia e all'inseguimento di animali, entrò in una fattoria di poveri campagnoli senza essre conosciuto.

E durante il pranzo, avendo iniziato un discorso sul Re, ascoltò i contadini che dicevano che il Re èra tutt'altro che benevolo, poiché permetteva agli amici malvagi di trasgredire la maggior parti delle leggi, e che spesso non si dava cura dei parenti perché è molto appassionato della caccia.

Allora stette nascosto, in silenzio.

All'alba, dopo che le guardie del corpo èrano giunte presso la fattoria, egli essendo uscito allo scoperto, poiché vennero portate la veste porpora e il diadema, disse, ma dal giorno in cui io diventai Re non ho mai sentito prima di ieri parole sincere su me stesso

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