Catilina da inizio alla guerra civile - Versione Sallustio

Catilina da inizio alla guerra civile
Autore: Sallustio

Catilina nihilo minus in proxumum annum consulatum petebat sperans, si designatus foret, facile se ex voluntate Antonio usurum.

Dunque mandò G.

Manlio a Fiesole e nell'Etruria circonvicina, un certo Settimio di Camerino nel Piceno, G. Giulio in Puglia, e, in più, altri in luoghi diversi dove credeva gli servissero meglio. Frattanto a Roma egli agiva comunque senza requie, macchinava attentati ai consoli, preparava incendi, presidiava luoghi opportuni con uomini armati, egli stesso sempre munito d'un pugnale, sempre a comandare, ad esortare che fossero pronti e all'erta, giorno e notte in movimento, desto, infaticabile al sonno e alla stanchezza. Infine, poiché tale frenesia non dà frutto, convoca di nuovo nel cuore della notte i capi della congiura in casa di M. Porcio Leca, e ivi rampognatili aspramente per la loro inerzia, li informa di aver mandato G. Manlio presso quelle bande che egli aveva riunito per prendere le armi, e anche altri in luoghi propizi per cominciare la guerra;

egli stesso ardeva di raggiungere l'esercito, ma prima voleva sopprimere Cicerone che molto ostacolava i suoi piani.
Catilina chiedeva tuttavia il consolato per l'anno successivo, sperando, se fosse stato eletto, di manovrare Antonio a suo piacimento. E intanto non stava quieto, ma in tutti i modi tendeva insidie a Cicerone. A questi non mancavano tuttavia astuzia e scaltrezza per guardarsi.

Infatti, fin dall'inizio del consolato, con molte promesse per mezzo di Fulvia aveva ottenuto che Q. Curio, di cui poc'anzi ho parlato, gli rivelasse i piani di Catilina. Per di più, pattuito uno scambio di provincia con il suo collega Antonio, l'aveva indotto a non schierarsi contro la repubblica, s'era circondato d'una guardia segreta di amici e di clienti. Venuto il giorno delle elezioni, Catilina, visto che né la sua candidatura né le insidie tese ai consoli nel Campo di Marte avevano sortito successo, decise di far guerra aperta e di ricorrere ad ogni mezzo estremo, poiché i suoi tentativi segreti s'erano risolti in vergognosi rovesci.

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