De Adherbalis nece - Versione Sallustio

De Adherbalis nece
Autore: Sallustio

Iugurtha igitur exercitu circumdato summa vi Cirtam irrumpere nititur, maxime sperans diducta manu hostium aut vi aut dolis sese casum victoriae inventurum.

Quod ubi secus procedit neque quod intenderat efficere potest, ut, prius quam legatos conveniret, Adherbalis potiretur, ne amplius morando Scaurum, quem plurimum metuebat, incenderet, cum paucis equitibus in prouinciam venit. Ac tametsi senati verbis graues minae nuntiabantur, quod ab oppugnatione non desisteret, multa tamen oratione consumpta legati frustra discessere. Ea postquam Cirtae audita sunt, Italici, quorum virtute moenia defensabantur, confisi deditione facta propter magnitudinem populi Romani inviolatos sese fore, Adherbali suadent, uti seque et oppidum Iugurthae tradat, tantum ab eo vitam paciscatur;

de ceteris senatui curae fore. At ille, tametsi omnis potiora fide Iugurthae rebatur, tamen, quia penes eosdem, si aduersaretur, cogendi potestas erat, ita, uti censuerant Italici, deditionem facit. Iugurtha in primis Adherbalem excruciatum necat, deinde omnis puberes Numidas atque negotiatores promiscue, uti quisque armatus obvius fuerat, interficit.
Giugurta, pertanto, accerchiata la città con l'esercito, con uno sforzo supremo tenta di irrompere in Cirta, sperando soprattutto, una volta divise le truppe nemiche, di ottenere con la forza o con l'inganno l'occasione della vittoria.

10 Ma poiché non vi riusciva e non poteva realizzare il suo intento di impadronirsi di Aderbale prima di incontrare i legati, per non esasperare con un ulteriore indugio Scauro, che temeva moltissimo, venne con pochi cavalieri nella provincia romana. 11 E sebbene i legati, in nome del senato, gli facessero gravi minacce perché non desisteva dall'assedio, non di meno, dopo aver speso molte parole, se ne andarono senza aver concluso nulla.

Quando la notizia giunse a Cirta, gli Italici, dal cui valore erano difese le mura, sicuri che, in caso di resa non avrebbero subito alcun danno per riguardo alla grandezza del popolo romano, persuadono Aderbale a consegnarsi con la città a Giugurta, al solo patto di aver salva la vita; del resto si sarebbe occupato il senato. 2 Aderbale, benché ritenesse che nulla fosse meno affidabile della parola di Giugurta, tuttavia, poiché in caso di un suo rifiuto avevano il potere di costringerlo, si arrese, così come gli avevano consigliato gli Italici. 3 Giugurta per prima cosa fa morire Aderbale fra i tormenti, poi mette a morte indistintamente tutti gli adulti, Numidi o mercanti, che vengono trovati in possesso di armi.

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