Discorso di Memmio

At qui sunt ii, qui rem publicam occupavēre? Homines sceleratissumi, ...

Ma chi mai sono quelli che si sono impadroniti dello stato?

Uomini malvagi, dalle mani insanguinate, avidi oltre misura, veri furfanti pieni di arroganza, che sono disposti a mercanteggiare lealtà, dignità, pietà, insomma tutto ciò che di onesto e di disonesto esiste al mondo. Alcuni di loro si sono conquistati la propria sicurezza con l'assassinio dei tribuni della plebe, altri con processi ingiusti, la maggior parte macchiandosi del vostro sangue. Così, più sono colpevoli, più vivono sicuri. La paura che dovrebbero provare per i loro delitti l'hanno trasfusa in voi per la vostra viltà, e sono uniti in un sol blocco dagli stessi desideri, dagli stessi odi, dagli stessi timori.

Ma questa che tra gli uomini onesti è amicizia, fra i disonesti è complicità. E se voi aveste tanta cura della libertà quanta smania hanno loro di dominio, certamente la repubblica non sarebbe, come ora, in rovina e le cariche che dipendono da voi toccherebbero ai migliori, non ai più sfrontati.

I vostri antenati per conquistare i loro diritti e per difendere la dignità del loro ordine, per ben due volte fecero secessione e occuparono armati l'Aventino; e voi non vi impegnerete con tutte le forze per difendere la libertà che vi hanno lasciato, e tanto più ardentemente quanto è più vergognoso perdere un bene acquisito che non averlo mai acquistato?

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