i romani distruggeranno tutto o soccomberanno - Versione Sallustio

I romani distruggeranno tutto o soccomberanno Sallustio versione latino

An ignoras Romanos, postquam ad occidentem pergentibus finem Oceanus fecit, arma huc convortisse?

O ignori che i Romani, da quando l'Oceano ha fermato la loro marcia verso occidente, hanno dirottato le loro armi qui.

E fino dalle loro origni non hanno altro se non quello che hanno accaparrato con la forza: case, donne, terre, impero? Profughi un tempo senza patria, senza genitori, si organizzarono in Stato per la rovina del mondo, e non c'è legge umana né divina che li trattenga dal depredare e dal fare a brani gli alleati, gli amici, vicini o lontani che siano, deboli o potenti; e tutto ciò che non è ancora loro schiavo, soprattutto i regni, considerano loro nemico.

Ma pochi vogliono la libertà, in gran parte vogliono giusti padroni. E ai Romani noi siamo sospetti come rivali e come pronti a farci vendici in futuro. E tu, che hai Seleucia, la più grande delle città, e il regno di Persia, dalle gloriose ricchezze, che cosa ti attendi da loro, se non malafede nel presente, e guerra in avvenire?

I Romani impugnano le armi contro tutti, e tanto pi? spietate contro quelli dalla cui sconfitta si ricava maggior bottino. Si sono fatti grandi osando, ingannando, seminando guerra dopo guerra. Con questo sistema annienteranno tutto, oppure periranno. E questa seconda alternativa non sar?à difficile, se tu in Mesopotamia e noi in Armenia accerchiamo il loro esercito, privo di viveri, senza possibilità di aiuto, ma finora incolume grazie alla fortuna o alle nostre manchevolezze

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