Le bellezze della creazione (I)

Vidit ergo Deus quia bonum mare. Etsi pulchra sic species huius elementi, vel cum surgentibus albescit cumulis ac verticibus undarum et cautes nivea rorant aspergine vel cum aequore crispanti clementioribus auris et blando serenae tranquillitatis purpurescentem praefert colorem, qui eminus spectantibus frequen-ter offunditur, quando non violentis fluctibus vicina tundit litora, sed velut pacificis ambit et salutat amplexibus - quam dulcis sonus, quam incundus fragor, quam grata et consona resultano —, ego tamen non oculis aestimatum creaturae decorem arbitror, sed secundum rationem operationis iudicio operatoris convenire et congruere definitum.

Ho visto dunque Dio perché il mare è una meraviglia.

(qualcosa di divino). Del resto l'aspetto di tale elemento è così bello, sia quando diviene chiaro con il sopraggiungere delle masse d'acqua e dei vortici delle onde e gli scogli sono pieni di rugiada con gli spruzzi nevosi sia quando mostra il colore purpureo sull’acqua increspata alle brezze più favorevoli ed piacevole di una limpida tranquillità che da lontano si offusca dinanzi a chi frequentemente contempla, quando colpisce con flutti non violenti i litorali vicini, ma per così dire circuisce con flutti pacifici e saluta con abbracci - che dolce suono, che piacevole fragore, che gradevole ed armonica risonanza-, tuttavia io credo che la bellezza di questa creazione non dovrebbe essere stimata con gli occhi, ma dovrebbe confacersi in base al principio dell'azione caritatevole secondo il giudizio del creatore e convergere in modo definito.

(By Maria D.)

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