Beneficare si ma razionalmente - Seneca da De Beneficiis Libro II XII

In beneficiis tribuendis omnis adhibenda est humanitas.

Ogni possibile benevolenza bisogna adoperare nel concedere benefici.

L’agrigoltore perderà ciò che ha sparso se si occupa solo per seminare; se, gettato il seme, ha trascurato gli altri lavori. Con molta cura i seminati si fanno giungere al raccolto; nulla giunge a far un frutto perché non dal principio fino alla fine ultima la commisurata coltivazione continua. Infatti che cos’altro ci può essere di più grande che la sollecitudine di allevare i fanciulli?

Tuttavia quest’opera è vana, se si abbandoni nell’infanzia, se non una lunga dedizione coltivi il proprio compito. La medesima condizione è dei benefici: se non avrai contribuito quell’opera, la rovinerai; non basta che ti sia dedicato, bisogna amare; se vuoi avere grati quelli che ti vincoli con i benefici, non solo è necessario che li conceda, ma anche ami.

Oltre a ciò risparmiamo le loro orecchie a cui abbiamo fatto del bene: ricordando i benefici, generiamo fastidio; rinfacciando, l’odio. Nulla giustamente bisogna evitare nel concedere il beneficio che la superbia. Che opera è l’arroganza del volto? Non solo ingrato, ma anche malvisto è il beneficio concesso con arroganza.

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