Bisogna avere oculatezza nel donare

Alexander Magnus, vir vesanus et qui nihil animo nisi grande conciperet, urbem cuidam donaturus erat.

Alessandro magno, uomo (era) un uomo impetuoso o e che non comprendeva nulla che che non fosse di animo grande, aveva intenzione di donare ad un tale una città.

Poichè q uello a cui veniva donata, rifuggiva l'invidia di un così grande dono, affermando che non era adatta (non conveniva) al proprio alla sua condizione: (Alessandro rispose: )"non chiedo, disse, il re che cosa ti convenga ricevere, ma cosa mi (convenga) dare". La frase (lett. la voce) sembra presuntuosa e regale, benché sia molto imprudente.

Infatti nulla conviene per qualcuno: importa chi dà, a chi, quando, perché, dove, e le altre circostanze, non risulterà evidente il motivo del fatto senza queste condizioni. Uomo molto presuntuoso! Se a questo non conviene accettare quella cosa, non conviene dartela.

Un cinico chiese ad Antigono un talento: egli rispose ch'era più di quanto un cinico dovesse chiedere. Vistosi opporre un rifiuto chiese un denaro: Antigono ribattè ch'era meno di quanto ad un re convenisse dare. Se domandi il mio parere, approvo; è infatti intollerabile domandare soldi e disprezzarli al tempo stesso: hai dichiarato guerra al denaro; è vergognoso che tu ti procacci denaro vantandoti della povertà

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