Bisogna evitare la rissa e la violenza

pagina 448 numero 356 di IL TESTO LATINO

Respiciamus eorum exempla quorum laudamus patientiam, ut Socratis, qui comoediarum publicatos in se et spectatos sales in partem bonam accepit risitque non minus quam cum ab uxore Xanthippe inmunda aqua perfunderetur.

Ripensiamo agli esempi di coloro di cui lodiamo la pazienza, come Socrate, che accettò di buon animo, sorridendo, tanto i frizzi che gli rivolgevano nelle commedie, messe in scena davanti a tutto il pubblico, quanto l’acqua sudicia con cui l’innaffiò la moglie Santippe.

Ad Antistene rimproveravano d’avere una madre barbara, della Tracia: rispose che anche la madre degli dèi era dell’Ida. Non è il caso di arrivare alla rissa o di mettersi le mani addosso.

Bisogna allontanarsi e, qualunque di queste cose ci abbiano fatta gli sprovveduti (perché non possono esser fatte che da sprovveduti), bisogna trascurarla, e tenere nello stesso conto gli onori e le ingiurie del volgo, senza dolerci di queste o godere di quelli.

Altrimenti, per timore o nausea delle offese, lasceremo cadere molte iniziative, necessarie all’assolvimento dei nostri compiti pubblici o privati e, a volte, non affronteremo situazioni determinanti per la nostra salvezza, oppressi dalla donnesca preoccupazione di dover ascoltare qualcosa che ci contraria. Talvolta magari, adirati contro i potenti, scopriremo il nostro sentire con libertà intemperante.

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