Bisogna saper moderare l'ira (Versione latino Seneca)

Bisogna saper moderare l'ira
Autore: Seneca
Nuovo comprendere. e trad. n. 11p. 18

Dicat sibi quisque, quotiens lacessitur: "Numquid potentior sum Philippo?

Illi tamen impune male dictum est. Numquid in domo mea plus possum quam toto orbe terrarum divus Augustus potuit? Ille tamen contentus fuit a conviciatore suo secedere". Ignoverunt multi hostibus: ego non ignoscam pigris, neglegentibus, garrulis? Puerum aetas excuset, feminam sexus, extraneum libertas, domesticum familiaritas. Nunc primum offendit: cogitemus quam diu (nobis) placuerit; saepe et alias offendit: feramus quod diu tulimus. Amicus est: fecit quod noluit; inimicus (est): fecit quod debuit. Prudentiori credamus, stultiori remittamus; pro quocumque illud nobis respondeamus: sapientissimos quoque viros multa delinquere
Dica dunque ciascuno, quando si sente provocare: "Sono forse più potente di Filippo? Eppure si è lasciato offendere impunemente. Ho più potere io, che comando soltanto in casa mia, di quanto ne ebbe il divino Augusto su tutto il mondo?

Eppure si accontentò di separarsi da colui che lo insultava. Che motivo ho io dunque di far scontare con frusta e catene ad un mio schiavo una risposta troppo chiara, una faccia per nulla condiscendente, una mormorazione che non arriva a toccarmi? Chi sono io, perché diventi un sacrilegio ferirmi l’orecchio? Molti hanno perdonato a dei nemici: io non saprò perdonare a dei fannulloni, a degli sbadati, a dei chiacchieroni?". Il bambino sia scusato per l’età, la donna per il sesso, l’estraneo perché libero, la persona di casa perché della famiglia.

È la prima volta, questa, che uno ci offende: ripensiamo a tutto il tempo in cui ci è stato simpatico; ci ha offeso spesso altre volte: sopportiamo, come abbiamo sopportato tutte le altre volte. È un nostro amico: lo ha fatto senza olere; è un nostro nemico: ha fatto il suo dovere. Ai più saggi diamo credito, ai più stolti rimettiamo il debito; con chiunque, ripetiamo a noi stessi che anche gli uomini più saggi commettono molti errori, e che nessuno è così guardingo da non veder mai venir meno la propria diligenza, nessuno è tanto riflessivo, che la sua ponderatezza non incorra mai casualmente in azioni troppo focose, nessuno è tanto attento a non offendere, da non far offese proprio mentre cerca di evitarle.

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