Che cosa non si fa per i soldi - Versione latino di Seneca da Nuovo La Versione Latina nel Biennio

Che cosa non si fa per i soldi
Versione latino Seneca Libro Nuovo La Versione Latina nel Biennio

Testo latino Haec propter quae litigamus, discurrimus, anhelamus, quam humilia et abiecta sunt!circa pecuniamo plurimum vociferationis est: haec patres liberosque committit, venena miscet gladios vel percussoribus vel legionibus tradit;

Traduzione Quelle cose per le quali noi combattiamo, scorriamo e ci affanniamo quanto umili e piccine sono! La più grande vociferazione èsul denaro questo mette in lite padri e figli, versa veleni, offre le spade sia ai boia che alle legioni; a causa di esso le notti sono caratterizzate dalle liti di mogli e mariti e la folla riempie i tribunali dei magistrati, i re infieriscono e fanno rapine e distruggono città costruite con il lungo lavoro delle generazioni per cercare l'oro e l'argento fra le rovine delle città.

Per i i forzieri che si trovano in un cantuccio: gli occhi esprimono fremiti, i tribunali risuonano per il frastuono dei processi, i giudici chiamati dai paesi lontani si siedono in tribunale per giudicare quale delle due parti abbia un'avarizia più giustificata.

Non tanto per un forziere ma per una manciata di soldi un vecchio crepa di rabbia, Per l'usura (l'interesse) un usuraio ammalato urla e e pretende i suoi soldi proprio mentre il male lo attacca.

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