Irrequietezza dello spirito (versione Seneca)

Irrequietezza dello spirito
Autore: Seneca

Invenio qui dicant inesse naturalem quandam inritationem animis commutandi sedes et transferendi domicilia; mobilis enim et inquieta homini...

Io so che alcuni sostengono che il cambiar residenza e trasferire il proprio domicilio è un naturale bisogno dell'animo;

l'uomo, infatti, ha un'indole mutevole e inquieta, non sta mai fermo, va di qua e di là, rivolge i suoi pensieri a tutto ciò che è ignoto e noto, è incostante, insofferente della quiete e sempre lieto di ogni novità. Non ti meraviglierai di questo se prenderai in considerazione la sua origine prima.

Essa non è composta di materia terrena e pesante, ma discende dallo stesso spirito celeste e la natura dei corpi celesti sta nel continuo movimento: essi sono sempre in fuga, sempre in corsa vertiginosa. Guarda le stelle che illuminano il mondo: nessuna di esse è ferma. Il sole si sposta continuamente e passa da un luogo a un altro e, benché ruoti con l'universo, pure, gira in senso contrario al moto generale dei cieli;

attraversa tutte le costellazioni e non si ferma mai, il suo moto, come la sua migrazione da un luogo all'altro, è perpetuo.

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