Le due Res Publicae - Seneca versione latino DE OTIO Liber III 794

Le due Res Publicae - Seneca De Otio III 794
Versione di latino di Seneca
LIBRO DE OTIO III 794
Testo latino

Duae maxime et in hac re dissident sectae, Epicureorum et Stoicorum, sed utraque ad otium diuersa via mittit.

TRADUZIONE

Le due scuole degli Epicurei e degli Stoici sono in contrasto soprattutto su questo ma entrambe indirizzano alla vita appartata per una d i versa via.

Epicuro afferma: Il saggio non prenderà parte all'attività politica a meno che non capiterà qualcosa". Zenone lo storico sostiene che il saggio si avvicinerà alla politica se qualche cosa non glielo avrà impedito. L'uno mira alla contemplazione attiva (ozio) muovendo da un0intenzione l'altro muovendo da un'occasione ma quell'occasione si manifesta abbondantemente se lo stato è molto corrotto quanto può aiutarlo se viene occupato dai mali il saggio non si sforzerà in un inutile lavoro. Se a egli stesso avrà poca autorevolezza e poche forse né la vita politica si accingerà ad accoglierlo, se la saluto glielo impedisce nel modo in cui farebbe scendere in mare una nave in avaria così non intraprenderà un viaggio che saprà impraticabile.

come non si arruolerebbe se fosse invalido negli arti, cosi non si metterà per una strada che saprà impraticabile. Pertanto, anche a colui che ha ancora tutti gli attrezzi intatti, prima di sperimentare la violenza di qualche tempesta, è possibile fermarsi al sicuro e subito affidarsi agli studi liberali e vivere una vita ritirata non sfiorata da alcuna esperienza, cultore delle virtù, che possono essere esercitate anche dalle persone che vivono una vita tranquillissima.

Questo certamente si richiede ad un uomo, che sia utile agli uomini, se è possibile, a molti, se no, a pochi, se no, ai più vicini, se no, a sé stesso. Infatti quando si rende utile a tutti gli altri si dedica ad un compito comune. Come colui che si rende peggiore nuoce non soltanto a se stessi, ma anche a tutti quelli ai quali avrebbe potuto giovare se fosse diventato migliore, allo stesso modo chiunque benemerita di se stesso, per questo stesso fatto, giova agli altri, perché prepara una persona destinata a giovare agli altri

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