L'origine del vento secondo i filosofi atomisti (Versione Seneca)

L'origine del vento secondo i filosofi atomisti
Lectio Brevior Pagina 316 Numero 273 Autore: Seneca

Democritus ait, cum in angusto inani multa sint corpuscula, quae ille atomos vocat, oriri ventum.

Democrito sostiene che, quando in uno stretto spazio vuoto ci sono molti corpuscoli, che egli chiama atomi, si origina il vento;

e che, al contrario, lo stato dell’aria è quieto e tranquillo quando ci sono pochi corpuscoli in un grande spazio vuoto. Infatti, come in una piazza o in una via, quando c’è poca gente, si cammina senza disordine, quando invece una folla si accalca in uno stretto passaggio, ci si urta vicendevolmente e nasce una lotta, così nello spazio che ci circonda, quando molti corpuscoli hanno riempito uno spazio angusto, inevitabilmente si incontrano, si spingono e si respingono, si impigliano e si serrano, e da questi nasce il vento quando i corpuscoli che erano in lotta fra loro si sono portati da una parte e, dopo aver fluttuato a lungo incerti, si sono inclinati in una direzione.

Ma quando ci sono pochi corpi in un ampio spazio non possono né urtare né essere spinti.

Ciò è falso, infatti non c’è affatto vento quando l’atmosfera è carica di nubi: eppure, allora moltissimi corpi si sono ammassati in uno spazio angusto, e da ciò deriva la pesantezza e la densità delle nubi. Aggiungi ora che intorno ai fiumi e ai laghi spesso si forma una nebbia prodotta da particelle serrate e ammassate, eppure non c’è vento. Eppure, non c’è mai meno vento di quando c’è nebbia.

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