L'ubriachezza del Re Cambise - Seneca versione latino e traduzione

l'UBRIACHEZZA DEL RE CAMBISE
Versione di latino di SENECA
LIBRO LITTERA LITTERAE
Testo latino

Cambysen regem nimis deditum vino Praexaspes, unus ex carissimis, monebat ut parcius biberet, turpem esse dicens ebrietatem quem omnium oculi auresque sequerentur.

Traduzione

Pressaspe, uno tra i più cari, esortava il re Cambise troppo incline al vino a bere più moderatamente, dicendo che fosse vergognosa l'ubriachezza per un re che gli occhi e le orecchie di tutti seguivano.

Egli rispose a queste parole: "Ti mostrerò che, anche dopo aver bevuto, occhi e mani sanno fare il loro dovere, affinché tu sappia come io mai venga meno a me stesso". Bevve quindi più abbondantemente che altre volte con coppe più capienti e, già appesantito ed ubriaco, ordinò al figlio del suo critico di avanzare oltre la soglia e di stare fermo con la mano sinistra sollevata sopra al capo.

Allora tese l'arco e trafisse il cuore stesso del ragazzo (infatti aveva detto di mirare proprio a quello e, apertogli il petto, mostrò la punta conficcata nel cuore stesso e guardando il padre gli chiese se avesse la mano abbastanza ferma.

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