Padroni salvati da schiavi - versione latino seneca
Padroni salvati da schiavi
Autore: Seneca
Vettius, praetor Marsorum, ducebatur ad Romanum imperatorem; servus eius gladium militi illi ipsi, a quo trahebatur, eduxit et primum dominum occidit, deinde: "Tempus est-inquit-me mihi consulere!iam dominum manu misi atque ita traiecit se uno ictu. Da mihi quemquam, qui magnificentius dominum servaverit.
Corfinium Caesar obsidebat, tenebatur inclusus Domitius: imperavit medico eidemque servo suo, ut sibi venenum daret. Cum tergiversantem vidit: "Quid cunctaris-inquit-tamquam in tua potestate totum istud sit?mortem rogo armatus".
Tum ille promisit et medicamentum innoxium bibendum ille dedit; quo cum sopitus esset, accessit ad filium eius et: "Iube - inquit - me adservari(mettere sotto sorveglianza), dum (finchè) ex eventu intellegis, an(se) venenum patri tuo dederim". Vixit Domitius et servatus a Caesare est; prior tamen illum servus servaverat.
Il pretore dei Marsi, Vettio, era portato davanti all'imperatore romano; il suo servo estrasse la spada da quello stesso soldato, dal quale era scortato, e uccise per primo il padrone, poi disse: "E' ora che io provveda a me (stesso)! Già liberato il padrone” e così si trafisse con un sol colpo. Dammi qualcuno, che abbia servito più dignitosamente il padrone. Cesare assediava Corfinio, Domizio era bloccato: comandò al servo e per di più suo medico di dargli del veleno.
Vedendolo esitante, disse: "Perché indugi come se tutto fosse in tuo potere? Chiedo la morte armato. ” Allora egli promise e gli diede da bere un innocuo medicamento; quando si addormentò a causa di quella medicina, si avvicinò a suo figlio e disse: "Comanda di mettermi sotto sorveglianza finché capirai dall'esito se abbia dato il veleno a tuo padre. ” Domizio visse e fu graziato da Cesare: tuttavia per primo il servo lo aveva salvato.
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