Prova di saggezza e felicità

Iam docebo quemadmodum intellegas te non esse sapientem.

Ti ora insegnerò come tu penseresti di non essere saggio.

Quel saggio saggio è pieno di gioia, ilare e sereno, imperturbabile;

vive alla pari con gli dèi. E ora esamina te stesso: se non sei mai triste, se nessuna speranza ti fa trepidare in attesa del futuro, se notte e giorno il tuo spirito fiero e soddisfatto di sé mantiene un atteggiamento stabile e sempre uguale, hai toccato il culmine dell'umano bene; ma se cerchi di raggiungere dovunque ogni genere di piaceri, sappi che ti mancano ugualmente saggezza e gioia. A ciò tu desideri vivamente pervenire, ma ti sbagli se speri di arrivarci tra le ricchezze e gli onori: tu cerchi cioè la gioia tra gli affanni: queste cose a cui in questo modo tu aspiri convinto che ti daranno letizia e piacere, sono le cause dei dolori.

Tutti, io dico, tendono alla gioia, ma ignorano come sia possibile conseguirne una duratura e intensa: quello la cerca nei banchetti e nella lussuria, quell'altro dall'ambizione e dalla folla dei clienti accalcata, chi dall'amica, un altro dallo vana ostentazione degli studi liberaliche non giovano a niente.

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