Roma imperiale -versione latino Seneca

Roma imperiale
Autore: Seneca

Aspice agedum hanc frequentiam, cui uix urbis inmensae tecta sufficiunt: maxima pars istius turbae patria caret.

Ex municipiis et coloniis suis, ex toto denique orbe terrarum confluxerunt: alios adduxit ambitio, alios necessitas officii publici, alios inposita legatio, alios luxuria opportunum et opulentum uitiis locum quaerens, alios liberalium studiorum cupiditas, alios spectacula; quosdam traxit amicitia, quosdam industria laxam ostendendae uirtuti nancta materiam; quidam uenalem formam attulerunt, quidam uenalem eloquentiam. Nullum non hominum genus concucurrit in urbem et uirtutibus et uitiis magna pretia ponentem. Iube istos omnes ad nomen citari et 'unde domò quisque sit quaere: uidebis maiorem partem esse quae relictis sedibus suis uenerit in maximam quidem ac pulcherrimam urbem, non tamen suam. Deinde ab hac ciuitate discede, quae ueluti communis potest dici, omnes urbes circumi: nulla non magnam partem peregrinae multitudinis habet. Transi ab iis quarum amoena positio et opportunitas regionis plures adlicit, deserta loca et asperrimas insulas, Sciathum et Seriphum, Gyaram et Cossuran percense: nullum inuenies exilium in quo non aliquis animi causa moretur.

Suvvia, guarda un pò tutta questa gran folla cui appena bastano le case di questa città immensa: la maggior parte di questa gente è lontana dalla sua patria. Sono confluiti qui dai loro municipi, dalle loro colonie, da ogni parte del mondo. Alcuni li ha spinti qui l'ambizione, altri la necessità di un incarico pubblico, altri l'incombenza di un'ambasceria, altri la ricerca di un luogo adatto alla loro lussuria e ricco di vizi, altri il desiderio degli studi liberali, altri quello di assistere agli spettacoli, alcuni ancora sono stati attirati dall'amicizia, altri dalla ricerca di maggiori possibilità per esprimere il proprio talento;

qualcuno è venuto per mettere in vendita la propria bellezza, qualcun altro la propria eloquenza. Non c'è razza umana che non sia venuta in questa città che paga a caro prezzo le virtù come i vizi. Chiamali per nome tutti costoro e chiedigli di che paese siano: vedrai che la maggior parte è tutta gente che ha lasciato la terra natale ed è venuta in questa città grandissima e bellissima e, comunque, non sua. E ora lascia questa città che può dirsi di tutti e fa' il giro delle altre: non ce n'è una i cui abitanti, per la maggior parte, non siano stranieri. Lascia perdere quelle che richiamano molte persone per la loro posizione amena e la dolcezza del clima, ma considera i luoghi desertici e le isole più selvagge, Sciato, Serifo, Giaro, Cossira, non troverai nessuna terra d'esilio in cui qualcuno risieda per suo desiderio

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