Un’anima grande può dimorare anche in un corpo fragile

Un’anima grande può dimorareanche in un corpo fragile
Versione latino Seneca

Claranum condiscipulum meum vidi post multos annos: non senem, ut exspectas me dicere, sed mehercules viridem animo ac vigentem et cum corpusculo suo colluctantem.

Ho rivisto dopo molti anni un mio compagno di scuola, Clarano: non vecchio, come ti aspetti che io dica, ma energico e vigoroso di spirito e in lotta col suo esile corpo.

La natura infatti si è comportata ingiustamente e ha collocato male un'anima come la sua; o forse ha voluto dimostrarci proprio questo: che sotto qualsiasi spoglia puç nascondersi un ingegno straordinariamente forte e fecondo. Egli comunque ha superato ogni ostacolo e, dal disprezzo di sé, è arrivato a disprezzare tutto il resto.

Mi sembra che sbagli il poeta (Virgilio) che disse: “E’ più gradita la virtù quando proviene da un bel corpo”. La virtù, infatti, non ha bisogno di ornamenti : fa altamente onore a se stessa, e rende sacro il corpo in cui risiede.

Da una capanna può uscire un grand'uomo, e anche da un corpiciattolo deforme e debole un'anima bella e generosa. E così ritengo che la natura generi degli individui come questo per dimostrare che la virtù nasce ovunque. Mi sembra che Clarano sia stato generato come esempio, perché potessimo capire che non è la deformità del corpo che rende brutta l'anima, ma la bellezza dell'anima che adorna il corpo.

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