foschi presagi annunciano la morte di galba Versione svetonio

Foschi presagi annunciano la morte di galba
Autore: Svetonio

Magna et assidua monstra, iam inde a principio, Galbae exitum portenderant.

Cum per omne dextra sinistraque oppidatim victimae caederentur, taurus, iam securis \ consternatus, rupto vinculo, essedum eius invasit elatisque pedibus totum cruorem perfudit; : (Galbam) descendentem speculator impulsa turbae lancea prope vulneravit. Secuta sunt por-\ aliquanto manifestiora. Monile margarìtis gemmisque consertum ad ornandam Fortunam i Tusculanam ex omni gaza secreverat; id repente quasi augustiore dignius loco Capitolinae ri dedicavit, acproxima nocte somniavit speciem Fortunae querentis sefraudatam esse dono ito, minantisque erepturam et ipsam (a sua volta) quae dedisset. Cumque exterritus luce \ ad expiandum somnium, praemissis qui rem divinam appararent, Tusculanum excucurris-nihil invenit praeter tepidam in ara favillam atratumque iuxta senem in catino vitreo thus em et in calice fictili merum.


Fin dall'inizio, grandi e continui prodigi avevano preannunciato la fine di Galba. Durante tutto il (suo) viaggio (verso Roma), mentre in ogni città, a destra e a sinistra (della strada), si sacrificavano vittime, un toro, già ferito da un colpo di scure, strappata la corda, si avventò contro il suo carro e, drizzatosi sulle zampe, lo cosparse interamente di sangue; mentre poi Galba scendeva, una guardia, spinta dalla folla (lett. per una spinta della folla), per poco non lo trafisse con la lancia. (A questi) seguirono presagi ancor più chiari.

Aveva scelto da tutto il (suo) tesoro una collana intrecciata di perle e di pietre preziose per ornare la sua Fortuna di Tusculo; improvvisamente, poi, la dedicò a Venere Capitolina, come se fosse più adatta ad un luogo più augusto. La notte seguente sognò l'immagine della Fortuna che si lamentava di essere stata defraudata del dono a lei destinato e lo minacciava di togliergli a sua volta quanto gli aveva donato. All'alba, essendo corso spaventato a Tusculo per cercare di stornare le conseguenze del sogno, dopo aver mandato innanzi alcuni che preparassero un sacrificio, nulla trovò sull'altare se non della cenere calda e, vicino, un vecchio vestito a lutto, che teneva dell'incenso in un bacile di vetro e del vino in una coppa di terracotta.

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