Le false imprese militari di caligola (Versione Svetonio)

Le false imprese militari di Caligola
Autore: Svetonio

Mox deficiente belli materia paucos de custodia Germanos traici occulique trans Rhenum iussit ac sibi post prandium quam tumultuosissime adesse hostem nuntiari.

Quo facto proripuit se cum amicis et parte equitum praetorianorum in proximam siluam, truncatisque arboribus et in modum tropaeorum adornatis ad lumina reuersus, eorum quidem qui secuti non essent timiditatem et ignauiam corripuit, comites autem et participes uictoriae nouo genere ac nomine coronarum donauit, quas distinctas solis ac lunae siderumque specie exploratorias appellauit. rursus obsides quosdam abductos e litterario ludo clamque praemissos, deserto repente conuiuio, cum equitatu insecutus ueluti profugos ac reprehensos in catenis reduxit; in hoc quoque mimo praeter modum intemperans. repetita cena renuntiantis coactum agmen sic ut erant loricatos ad discumbendum adhortatus est. monuit etiam notissimo Vergili uersu durarent secundisque se rebus servarent.


In seguito, non sapendo contro chi battersi, ordinò ad alcuni Germani della sua guardia di attraversare il Reno e di nascondersi, poi diede disposizione perché, con il più vivo allarme, gli si venisse ad annunciare, dopo pranzo, che il nemico si avvicinava. Ricevuta la notizia, si precipitò nella selva vicina, seguito dagli amici e da una parte della cavalleria pretoriana, ordinò di abbattere alcuni alberi e di disporli in forma di trofeo, quindi, ritornato indietro al lume delle torce, trattò da poltroni e da ignavi coloro che non lo avevano seguito, mentre assegnò ai suoi compagni e a tutti i partecipi della sua vittoria, corone di specie e di denominazione assolutamente nuove, ornate di sole, di luna e di stelle, che egli chiamò «corone esploratorie». Un'altra volta fece partire di nascosto alcuni ostaggi presi da una scuola elementare e poi, lasciato improvvisamente il banchetto, li inseguì con la cavalleria, come se fossero dei fuggitivi, li arrestò e li riportò indietro tutti incatenati; in questa farsa andò oltre ogni limite, perché, una volta tornato alla cena, quando i suoi ufficiali vennero a dirgli che le truppe erano riunite, egli li pregò di mangiare insieme con lui, così come stavano, con le corazze, e li esortò, citando il notissimo verso di Virgilio, «a perseverare e a conservarsi per i giorni felici».

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