Presagi dell'impero di Galba - versione

Inizio: Ser. Galba imperator M. Valerio Messala Cn. Lentulo consulibus natus est, Fine: genere ortus regnabit, cum mula pepererit».

L'imperatore Servio Galba nacque sotto il consolato di M.

Valerio Messala e Gneo Lentulo, nove giorni prima delle calende di Gennaio, in una villa sita sopra un colle presso Terracina, dal lato sinistro per quelli che vanno a Fondi. Essendo stato adottato dalla sua matrigna Livia Ocellina, assunse il (suo) nome e il soprannome di Ocellare, cambiato il prenome. Infatti usò subito (il nome di) Lucio al posto di Servio fino all'epoca dell'impero.

Risulta che Augusto, toccata la guancia a Galba, ancora fanciullo, mentre salutava l'imperatore assieme ai suoi coetanei, gli abbia detto: «Anche tu, ragazzo, un giorno regnerai». Tiberio, poi, avendo appreso da un indovino che Galba avrebbe regnato, ma nella vecchiaia, «Viva pure» disse «dato che questo non ci riguarda per niente». Anche al nonno di Galba, poiché un'aquila aveva strappato dalle mani delle viscere e le aveva portate su una quercia carica di frutti, fu risposto che alla famiglia si prospettava un grandissimo potere, ma tardivo;

e quello, scherzando, diffidando dei responsi degli indovini, «Certo» disse «quando una mula avrà partorito, allora qualcuno nato dalla nostra stirpe regnerà».

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