Astuzia cartaginese (Versione latino Valerio Massimo)

Astuzia cartaginese
Versione latino Valerio Massimo

Superior Hannibal cum a Duilio consule navali proelio victus esset... Ita facultatem eis non reliquit factum damnare cum ipsi fieri debuisse indicaverant.

Annibale il Vecchio, essendo stato sconfitto in un combattimento navale dal console Duilio, temeva ormai di essere punito per la perdita della flotta, quando all'improvviso, con una straordinaria astuzia, stornò il danno.

Inviò a Cartagine, dove la notizia della sconfitta non era ancora giunta, un amico d'accordo con lui e istruito sul da farsi.

L'amico di Annibale, dopo essere entrato nella curia della città, disse: «Poiché è giunto l'ammiraglio romano portando con sé un'ingente flotta (teff, grandi milizie di mare), Annibale vi chiede se debba scontrarsi con luì». Poiché tutto il senato esclamò che non vi era dubbio che fosse necessario, quello aggiunse: «Si è già scontrato ed è stato vinto». 5. Così non diede loro la possibilità di condannare l'accaduto, per il fatto che loro stessi avevano giudicato (opportuno) che si dovesse fare.

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