Condanna di un venditore poco onesto (Versione latino Valerio Massimo)

Condanna di un venditore poco onesto
Libro: versione di latino da Nova Lexis Moduli E-H p. 180 n. 7 Autore: Valerio Massimo

Omnium certe interest venditorem bonae fidei semper esse.

Traduzione in Italiano:

A tutti certamente importa che il venditore sia sempre in buona fede.

Difatti chi vende una cosa propria né deve nascondere i difetti né celebrare oltre modo le lodi per vendere di più. Claudio Centumalo era stato ordinato dagli auguri di abbassare l’altezza della sua casa, che possedeva sul monte Celio, perché danneggiava a quelli che ricevevano l’augurio dalla rocca, ma la vendette a Calpurnio Lanario né valutò ciò che dal collegio degli auguri era stato ordinato.

E costretto da quelli a demolire la casa, accusò di frode il venditore ed elesse giudice della controversia M.

Catone. Catone, appena fu edotto che Claudio di proposito aveva nascosto quello che il sacerdote aveva detto prima, condannò quello a pagare subito il doppio, però con massima equità, perché fa riferimento al sentimento di giustizia che il venditore in buona fede né aumenti la speranza dei vantaggi né nasconda la conoscenza degli svantaggi.

Altro tentativo di traduzione

A tutti interessa certamente che il venditore sia sempre di buona fiducia. Infatti colui che vende un proprio bene non deve nascondere i difetti ne esaltare i pregi oltre modo per vendere di più. Claudio Centumalo fu ordinato dagli auguri di abbassare l'altezza della sua casa, che aveva sul monte Celio poiche faceva ostacolo a coloro che ricevevano un augurio dall'alto, ma la vendette a Calpurnio Lanario e non indico quello che era stato comandato dal collegio degli auguri. Calpurnio spinto da quelli a demolire la casa, accusò il venditore di truffa e prese Marco Catone come arbitro della contaesa. Catone quando fu informato deliberatamente che Claudio aveva taciuto il comando dei sacerdoti, lo condannò subito due volte tanto, senza dubbio con grande imparzialità, poiché (a Calpurnio) interessava che il venditore di buona fiducia non accrescesse la speranza dei guadagni ne dinanzi alla giustizia nascondesse la conoscenza degli inconvenienti.

Ancora altro tentativo

A tutti di certo interessa che il venditore sia sempre di buona fiducia. Infatti chi vende le proprie cose né deve nascondere i difetti né celebrare troppo le lodi per vendere di più. Claudio Centumalo fu comandato dagli auguri di abbassare l'altezza della sua casa, che aveva sul monte celio, perché a questi impediva la ricezione dell'augurio dalla rocca, ma la vendette a Lanario né indicò il fatto ciò che gli era stato comandato dal collegio degli auguri. Dai quali Calpurnio fu costretto a demolire la casa, accusò di frode il venditore e prese il giudizio Catone. Catone, quando informò Claudio Centumalo, avendo intenzione di vendere la casa, che per ordine dei sacerdoti la casa andava distrutta, subito stabilì che da Centumalo doveva essere dato il doppio all'acquirente. O sentenza piena di prudenza e ingiustizia! E necessario infatti che nei venditori ci sia sempre la buona fede, e non bisogna accrescere la speranza di vantaggi e non bisogna oscurare la conoscenza degli inconvenienti.

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