Esempi di moderazione (Versione latino Valerio Massimo)

Esempi di moderazione
versione latino Valerio Massimo
traduzione Dal libro compitum

Curi et Fabrici Q. Tuberonem cognomine Catum discipulum fuisse merito quis existimaverit.

Qualcuno avrebbe giustamente creduto che Quinto Tuberone, soprannominato Catello, fosse discepolo di Curio e Fabricio.

Lui essendo console (lett. "rappresentando il consolato"), il popolo degli Etoli gli mandavano con ambasciatori vasi d'argento di ogni tipo, di grande peso e di ottima fattura, i quali (ambasciatori), andati prima da lui per omaggiarlo, ed avevano riferito di aver visto sulla mensa vasi di terracotta, egli dopo che li ammoni di non pensare di aver bisogno di aiuto e di non considerare l'astinenza come povertà, ordino loro di andarsene con quei carichi.

Come egli preferì le cose della sua casa a quelle degli etoli, se nell'età successiva si voleva seguire l'esempio della sua frugalità! Ma dove si è andati (a finire)? A stento si riesce ad ottenere dai servi che non provino fastidio per quegli arredi, dei quali allora il console non si vergognò di utilizzare.

Ma, vinto il re Perse, Paolo saziava con (e ricchezze della Macedonia l'antica ed ereditaria povertà della nostra città, affinché il popolo romano si liberasse a quel tempo per la prima volta dal peso di pagare un tributo, non fece d'alcuna parte più ricchi le sue case, stimando che con lui era stata fatta una cosa corretta poiché da quella vittoria gli altri avessero la ricchezza, egli la gloria.

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