I viaggi di Platone - Esperienze di Traduzione versione latino Valerio Massimo

E. T. Esperienze di traduzione pagina 306 numero 3

Plato, patriam Athenas praeceptorem Socratem sortius, et locum et hominem doctrinae fertilissimus, ingenii quoque divina instructus abundantia, cum omnium iam mortalium sapientissimus haberetur, Aegyptum peragravit, ubi a sacerdotibus eius gentis geometriae multeplices numeros atque caelestium observationum rationem percepit.

Platone, cui la sorte diede come patria Atene e come maestro Socrate - città e precettore ricchissimi di dottrina -, fornito anche di esuberante e divino talento, quando era già ritenuto il più sapiente di tutti i mortali al punto che, se Giove stesso fosse sceso dal cielo, non sarebbe riuscito ad esprimersi con maggiore eleganza e felicit?, percorse l'Egitto fin quando non ebbe appreso dai sacerdoti di quel popolo molte nozioni geometriche ed astronomiche.

E nello stesso tempo in cui giovani studiosi si recavano ad Atene per il desiderio di avere Platone come maestro, egli esplorava, quale discepolo dei vecchioni egizi, le impenetrabili rive e le immense pianure del Nilo, ampie zone vergini e tortuosi canali.

Tanto meno mi meraviglio che da là egli sia passato in Italia, per apprendervi da Archita in Taranto, da Timeo, Arione ed Echecrate in Locri la filosofia e le istituzioni pitagoriche: c'era tanto da apprendere e da raccogliere, d'ogni parte, da riempirne addirittura il mondo intero.

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