L'amicizia tra Massinissa e gli Scipioni

Masinissa rex Numidarum, beneficio enim Scipionis regni modo liberalius auctus, .....  in complexu dexterae eius supremo spiritu ac mandatis positis, feliciorem mortem suam futuram esse.

Il re dei  Numidi Massinissa, per beneficio di Scipione molto generosamente aumentato nella grandezza del regno, mantenne con incrollabile fedeltà la memoria del magnifico dono fino alla fine della vita, donatagli lunga dagli dei immortali, tanto che non solo l'Africa ma anche tutti i popoli erano a conoscenza che era più amico della famiglia Cornelia e della città di Roma di loro stessi.

Egli, pur essendo incalzato da una pesante guerra dei Cartaginesi e a malapena fosse in grado di tutelare il suo regno, antepose tuttavia al pericolo imminente il rispetto dell'antico beneficio e affidò a Scipione Emiliano, poiché era nipote dell'Africano, con estrema prontezza una buona e grande parte dell'esercito Numida, perché Scipione la conducesse in Spagna al console Lucullo, dal quale, che aveva richiesto aiuti, era stato mandato.

Egli, quando già era indebolito per l'età, e giaceva gravemente malato in un lettuccio, lasciando ad un numero di cinquantaquattro figli le grandi ricchezze del regno, scongiurò con una lettera M. Manilio, che teneva l'Africa in qualità di proconsole, di mandargli Scipione Emiliano, che allora militava sotto di lui, ritenendo che stringendo la mano di lui nella morte imminente e avendo distribuito gli incarichi, la sua morte sarebbe stata più piacevole.

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