La conquista di Contrebia (Versione latino Valerio Massimo)

La conquista di Contrebia
Versione latino Valerio Massimo
traduzione libro Cotidie Legere pagina 247 Numero 16

Q. Metellus, cum pro consule bellum in Hispania adversus Celtiberos gereret urbemque Contrebiam, caput eius gentis, copiis expugnare non posset, intra pectus suum diu multumque consiliis agitatis, artificium repperit quo propositum ad exitum perduceret.

Quando Quinto Metello, faceva una guerra in funzione di proconsole in Spagna contro i Celtiberi e poiché non poteva espugnare la città di Contrebia, città principale di quel popolo, escogitati disegni nel suo animo molto e a lungo, inventò un'astuzia con la quale portare a termine lo scopo.

Entrava nelle strade con grande impetuosità affrontava viaggi con grande impeto poi si dirigeva ora verso alcune regioni ora verso altre;

ora circondava questi monti, poco dopo passava a quelli, mentre intanto la ragione di un'inaspettata e repentina agitazione di quel genere era sconosciuta tanto a tutti i suoi quanto agli stessi nemici. Interrogato alla fine da un suo carissimo amico a che cosa mirasse con quel genere di campagna militare, rispose: "Smettila di indagare su questa cosa;

infatti se verrò a sapere che la mia tunica sarà consapevole di questa mia decisione, la brucerò subito. ". Dopo che invero ebbe coinvolto sia il suo esercito nel dubbio, sia tutta la Celtiberia nell'inganno dopo aver diretto il percorso verso un altro luogo, ritornò immediatamente a Contrebia, e la colse sprovvista e sbalordita.

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