L'autore di un delitto scoperto attraverso un sogno (Versione latino Valerio Massimo)

L'autore di un delitto scoperto attraverso un sognoversione
di latino di Valerio Massimo

Versione della maturità 1996 versione tradotta dal libro Primus Liber vol. C e da test di latino Tratta dall'opera Valerio Massimo, Dictorum et factorum memorabilium 1, 7 ext. 10

Proximum somnium etsi paulo est longius, propter nimiam tamen evidentiam ne omittatur impetrat.

Il sogno che mi accingo a raccontare, anche se un po’ più lungo (di quelli precedenti), a causa della sua notevole chiarezza tuttavia richiede di non essere passato sotto silenzio.

Due amici Arcadi che viaggiavano insieme giunsero a Megara. Di essi l’uno si recò da un ospite, l’altro si diresse verso un’osteria per dormire. Quello che era ospite vide in sogno il suo compagno che lo scongiurava di andargli in aiuto perché era minacciato dall’oste: infatti avrebbe potuto salvarsi dal pericolo incombente se lui fosse accorso presto. Svegliato da questa visione saltò fuori e cercò di raggiungere l’osteria in cui l’altro si trovava. Ma per un caso avverso del suo destino finì col rinunciare al suo proposito di grande umanità, pensando che fosse inutile, tornò a letto e riprese sonno. Allora quell’altro presentatoglisi di nuovo (in sogno) ferito lo scongiurò che, dato che non si era curato di portargli aiuto per salvargli la vita, almeno non si rifiutasse di vendicare la sua uccisione; infatti il suo corpo ridotto senza vita per opera dell’oste era proprio allora trasportato in città in un carro, coperto con lo sterco. Spinto dalle preghiere tanto pressanti dell’amico, quello accorse immediatamente alla porta e trovò il carro, che gli era stato indicato in sogno, e fece portare l’oste al supplizio capitale.

Molti eventi talvolta sono capitati anche a chi era sveglio come avvolti in una nube di tenebre e di sogno; essi, dato che è difficile rendersi conto bene da dove siano scaturiti o in quale modo si siano rivelati, giustamente sono chiamati prodigi. Altra proposta di traduzione I l sogno seguente, anche se è un pò più lungo, chiede di non essere tralasciato per la sua eccezionale evidenza. Due amici Arcadi che viaggiavano insieme giunsero a Megara; uno si recò presso un ospite, un altro alloggiò in un' osteria. Colui che era presso l' ospite vide in sogno che il suo compagno lo pregava di soccorrerlo in quanto era insidiato dall' oste: poteva infatti essere sottratto al sovrastante pericolo se fosse velocemente accorso.

Destato da questa visione balzò giù e tentò di dirigersi verso l' osteria in cui quello alloggiava. Ma poi per il funesto destino di quello, scartò come superfluo il suo proposito molto umano e ritornò al letto e al sonno. Allora lo stesso amico gli si presentò ferito e lo pregò che, dal momento che aveva trascurato di soccorrere la sua vita, non rifiutasse almeno di vendicare la sua morte: difatti il suo corpo fatto a pezzi dall' oste proprio allora veniva trasportato su un carro verso la porta coperto di sterco. Spinto dalle preghiere tanto insistenti dell' amico accorse subito alla porta e trovò il carro che gli era stato mostrato in sogno e condusse l' oste alla pena capitale. Talvolta anche a persone sveglie sono capitate molte visioni quasi avvolte in una nube di tenebre e sogno: queste, poiché è difficile conoscere da dove siano derivate o per quale motivo abbiano preso consistenza, sono chiamate giustamente prodigi

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