MANLIO TORQUATO - lingua e cultura latina vesione latino Valerio Massimo

Civitate nostra Cannensi clade perculsa, cum admŏdum tenui filo suspensa rei publicae salus ex sociorum fide penderet, ut eorum animi ad imperium Romanum tuendum constantiores essent, maiori parti senatus principes Latinorum in ordinem suum sublegi placebat.

Dopo che la nostra città era stata prostrata dal disastro di Canne, mentre la salvezza dello stato sospeso ad un esilissimo filo dipendeva dalla fedeltà degli alleati, alla maggior parte del senato non dispiaceva che i latini più ragguardevoli fossero accolti nella sua classe.

D'altra parte il campano Annio asseriva che anche un console doveva essere creato scegliendolo tra i Campani: così malconcio e malato era lo spirito dell'impero romano.

Allora Manlio Torquato figlio di colui, che presso il Veseri aveva sgominato i Latini in una famosa battaglia, proclamò con voce chiara il più possibile, che avrebbe all'istante ucciso chi, fra i sodi, avesse osato esprimere il suo parere tra i senatori.

Le minacce di uno solo resero il coraggio di prima agli animi romani illanguiditi e non lasciarono che l'Italia si levasse a eguagliarci nel diritto di cittadinanza; infatti l'Italia cedette vinta dalle parole del figlio, come lo era stata dalle armi del padre

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