Onorata povertà di uomini illustri - Valerio Massimo versione latino Latina lectio

Onorata povertà di uomini illustri
versione latino Valerio Massimo
Il Nuovo Latina Lectio (A) Pagina 362 numero 300

Ad Atilium Serranum, ut imperium populi Romani susciperet, legati a Senatu missi sunt.

Dal senato, perché assumesse il comando del popolo romano, furono mandati ambasciatori ad Attilio Serrano.

Questi lo trovarono in campagna che seminava. Ma quelle mani consumate dal lavoro dei campi ristabilirono la prosperità dello stato, sbaragliarono ingenti forze dei nemici, tennero le briglie del cocchio del trionfo. Attilio, poi, lasciato il comando, tranquillamente ritornò all’agreste manico dell’aratro. Attilio Regolo, dello stesso nome e sangue, massima gloria della prima guerra punica, mentre fiaccava con numerose vittorie in Africa le forze della troppo arrogante Cartagine e dopo che aveva appreso che gli era stato prorogato il comando per l’anno successivo per le operazioni ben compiute, scrisse ai consoli che il fattore del piccolo campiello che possedeva era morto e che il bracciante aveva portato via di là gli attrezzi agricoli e se n’era andato e perciò chiedeva che gli fosse mandato un successore affinché il campo, da dove la moglie e i figli suoi traevano i mezzi di sostentamento, non rimanesse abbandonato.

Spinto dall’esempio della virtù di Attilio, il senato subito comandò e che il campo fosse dato in affitto, e che fossero forniti alla sua sposa e ai suoi figli i mezzi di vita, e che le cose che aveva perso fossero ricomprate a spese dello stato.

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